Art*science2017/Leonardo50. Una supernova accende una nuova storia

4 settembre 2017

Una recensione di art*science 2017/Leonardo 50 su Noema. < mediaversi > è stato media partner dell’evento. Di seguito una parte del testo.

 

Art*science2017/Leonardo50. Una supernova accende una nuova storia

Arte e scienza è un bel nodo da sciogliere. Ciò che davvero lega questi due mondi che sembrano così lontani, ma altrattanto vicini è un asterisco, che nel linguaggio matematico significa appunto legame. art*science nasce quest’anno a Bologna da un’idea di Pier Luigi Capucci (nonché direttore di Noema) ed è stato organizzato da Noema in collaborazione con l’associazione culturale La comunicazione diffusa, celebrando l’anniversario di Leonardo che compie 50 anni.

art*science 2017/Leonardo 50, patrocinato dal Ministero dei Beni e delle Attività Culturali e del Turismo (MIBACT), Leonardo/ISAST, Fondazione Guglielmo Marconi, Comune di Bologna, Festival della Complessità Roma, è un’importante conferenza internazionale sulle relazioni tra discipline artistiche e scientifiche. Il tema generale di art*science 2017/Leonardo 50 è stato “Il Nuovo e la Storia”, la relazione tra due concetti apparentemente in opposizione che invece possono e devono convivere. Dal 3 al 5 luglio a Bologna (presso la sede Factory in via Castiglione) sono stati presenti studiosi, artisti, scienziati, operatori culturali, studenti e semplici appassionati e curiosi, nonché aziende e istituzioni italiane, europee e internazionali impegnate a sostenere progetti di arte e scienza. art*science 2017 è stata anche l’occasione di incontro e coordinamento tra i partecipanti alla mailing list internazionale Yasmin, supportata da UNESCO, da Leonardo e da Noema. Nata nel 2005, Yasmin è il progetto collaborativo di una rete di persone e organizzazioni, artisti, scienziati, ingegneri, teorici, studiosi, studenti e istituzioni, che promuovono la comunicazione e la collaborazione nell’arte, nella scienza e nella tecnologia nelle regioni del bacino del Mediterraneo.

art*science 2017/Leonardo 50 ha provato a riflettere sull’idea di “nuovo”. Che cosa è il “nuovo”, qual è il significato del “nuovo” e dell’innovazione? “Il Nuovo e la Storia” ci suggerisce appunto una relazione intensa perché sia il “nuovo” che l’”innovazione” hanno la loro fondazione nella storia, nel passato, ma possono e devono rilanciare questa eredità nel futuro, riattualizzandola attraverso le arti, le discipline scientifiche e le tecnologie. Si tratta di un elemento importante dal punto di vista culturale, storico, sociale ed economico. Proprio Leonardo, la più autorevole rivista di MIT Press, ha dedicato ormai mezzo secolo l’interesse e la ricerca sulle relazioni tra arte, scienze e tecnologia, favorendo e promuovendo a sua volta l’interesse di artisti, scienziati e tecnofili.

Sono stati tre giorni intensi e “caldi” nella città di Bologna. Si è ragionato sui prossimi 50 anni di Leonardo (Next fifty) con il tema appunto il “Nuovo e la Storia”, due concetti che stanno (ancora con molta difficoltà) provando a co-abitare. Ragionare su questo territorio ibrido non è semplice, ma è proprio in questa incertezza complessa che può crescere e vivere un nuovo modo di concepire le relazioni. Molte sono state le domande e gli input che hanno riempito la grande pentola della complessità. Molti relatori hanno mescolato ingredienti, alcuni hanno proposto ricette ed altri ancora hanno provato a dare alcune risposte, altri ancora hanno provocato, oppure riflettuto su questioni sempre più importanti per il nostro presente-futuro. Ad aprire le danze è stato Roger Malina (fisico, astronomo e direttore di Leonardo Pubblication), il quale ha delineato la ricca prospettiva dei primi 50 anni evocando l’importanza di contaminazione tra arti, scienze e tecnologie, re-immaginando perfino il futuro delle scienze. Questa nuova “comunità” di ricerca può condurre da un coinvolgimento sia delle università che della società civile a riflettere sul connubio intimo e delicato che troviamo tra due sfere così grandi, meravigliose e stimolanti. Malina ha parlato di un’etica della curiosità (e i suoi limiti). Un’etica della curiosità culturale, sociale, collettiva, attuata e persino incarnata. Concordando con Roger Malina, secondo molti scienziati alla domanda se ci si sia un’etica della curiosità sarebbero propensi a rispondere di no. Al contrario, molti artisti invece propenderebbero per il sì. Malina argomenta che mentre la curiosità scientifica è pura, mirata a comprendere noi stessi e il mondo che ci circonda, l’arte è propensa a credere che la curiosità ponga intrinsecamente una questione etica.

Mentre l’ethos scientifico aderisce all’universalità delle proprie scoperte, all’impersonalità dei risultati, all’imparzialità della ricerca, per gli artisti la curiosità è sociale, collettiva e culturalmente rilevante e intrinseca all’uomo. Roger Malina afferma di non credere alla necessità di una terza cultura, ma raccomanda, tuttavia, la necessità del dissenso creativo – di una frizione che sia confronto, integrazione e dialogo – per chiunque lavori in campo artistico, scientifico e tecnologico. Malina infatti accentua l’attenzione sul fatto che ora viviamo in una situazione di “conoscenza in rete”, ma le istituzioni spesso rendono difficile la creazione di condizioni interessanti e di interazione tra le arti e le scienze. Proprio la teoria dell’innovazione e della creatività ci dice che dobbiamo schierare l’intero percorso di approcci diversi nella pratica interdisciplinare, multidisciplinare e transdisciplinare. Proprio la curiosità deve essere ripensata come un “nucleo” fondamentale, dove gli artisti e gli scienziati possano aprire nuovi scenari attraverso la riflessione e la ricerca su nuove sensibilità, corporeità plurali in un mondo sempre più pieno di dati e vuoto di significati. In questa controtendenza bisognerebbe ripartire e rigenerare un cambiamento in direzione di una collaborazione tra gli artisti e gli scienziati per un’etica della curiosità (forse).

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