Andrea Ganduglia, L’informazione radiofonica locale in Italia

15 febbraio 2006

Andrea Ganduglia, L’informazione radiofonica locale in Italia, 2006 

In Italia operano circa 1.200 emittenti radiofoniche, un numero che fa del nostro paese quello con la più alta concentrazione di radio sul proprio territorio; solo una piccolissima parte di queste — meno di 15 — sono però radio nazionali, la quasi totalità sono invece emittenti locali, che irradiano il proprio segnale su un bacino grande quanto una regione, una provincia, o molto più spesso una città soltanto.

Dalla stagione dei “Cento Fiori” ad oggi la radiofonia italiana ha subito forti trasformazioni, con uno sviluppo industriale caotico ed un impianto legislativo frammentario, assente e spesso vessatorio nei confronti dei soggetti più deboli. I quindici anni trascorsi dalla nascita della radiofonia privata all’approvazione della prima legge organica di riordino, hanno permesso al settoredi crescere senza alcuna indicazione e agli operatori di costituire radio senza che loro fossero richiesti requisiti precisi, con l’effetto di aumentare il numero delle emittenti in un mercato già saturo e quindi costringerle ad una economia fragile.

Anche se l’informazione è da sempre una delle cifre distintive della radio, come e più della musica, le emittenti private iniziarono a trasmetterla — con le dovute eccezioni — solo dal 1990, quando per opera della legge Mammì furono costrette a dedicarle il 20% della programmazione diurna settimanale. L’informazione da subito si rivela un prodotto costoso e non immediatamente remunerativo, il che spinge la gran parte delle emittenti locali ad acquistarla da agenzie specializzate, anche sfruttando i sostanziosi rimborsi della legge per l’editoria

pp. 191, ISBN 88-491-2579-8, € 18,00

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Accanto a queste, si sviluppa però un altro modello radiofonico, quello delle radio d’informazione, emittenti con una vocazionedi servizio che oltre ad  elaborare strategie per a?rontare un mercato altamente competitivo devono anche reperire le risorse per produrre informazione ben al di là dei limiti di legge. Per una radio locale produrre e trasmettere informazione è indice di un investimento sostanzioso, e non solo in termini di risorse economiche. L’informazione diventa il perno cui ruota intorno tutta l’impresa, dentro, per quelle che sono le routine produttive, e fuori, per quella che è la percezione della radio da parte degli ascoltatori e quindi degli inserzionisti pubblicitari, con inevitabili ripercussioni sull’identità e l’economia dell’emittente.
I contenuti dell’informazione locale agiscono su una dicotomia tra locale e non locale che è una falsa antinomia, un preciso modello editoriale. Le radio locali d’informazione hanno la capacità di affrontare temi che l’emittenza nazionale fatica a recepire e con un punto di vista inedito, in grado di creare connessioni tra gruppi sociali altrimenti estranei grazie al rapporto intimo con l’ascoltatore. Una modalità di comunicazione che si sviluppa su un solo livello e che per questo necessita di una coerenza continua, di una forte identità punto per punto.
Anche le tecnologie hanno giocato un ruolo fondamentale nella storia della radiofonia privata, tanto che la sua nascita può essere attribuita ad un fattore di tipo tecnico, ovvero la disponibilità dello spettro FM per la trasmissione del segnale. A segnare però in maniera de?nitiva lo scarto tra la radiofonia di un tempo e quella attuale sono le tecnologie informatiche, che hanno fornito anche alle emittenti più piccole una via economica alla produzione di alta qualità, consentendo loro di tessere strategie editoriali legate proprio alle nuove tecnologie.
In uno scenario però che vede accentuarsi sempre più la sperequazione tra risorse a disposizione delle emittenti locali e nazionali, dove queste ultime, che hanno alle spalle i più grandi gruppi editoriali del nostro paese, hanno ottentuto un monopolio di fatto sulla rete distributiva, sia in etere che sulle frequenze del digitale terrestre, le radio locali possono trovare uno sbocco come fonitori di contenuti per questa rete, spostando l’asse della concorrenza sul fronte del prodotto e giocando sull’antinomia cui si faceva cenno in modo totalmente nuovo. È una via certamente rischiosa, compromissoria, ma ad oggi anche la sola in grado di garantire quel patrimonio di biodiversità culturale che le emittenti radiofoniche locali rappresentano per il nostro paese.
La letteratura sulla radiofonia locale soffre da sempre della mancanza di dati statistici certi ed analisi quantitative che possano descrivere con esattezza le dimensioni economiche e strutturali, oltre che l’estensione, del fenomeno. Questa ricerca ha cercato di emendare parzialmente questa carenza con uno studio qualitativo dedicato a Città del Capo Radio Metropolitana di Bologna, cui è dedicato un intero capitolo, ed uno studio quantitativo, condotto su un campione di 119 radio locali alle quali è stato sottoposto un questionario a risposta suggerita, i cui risultati sono raccolti in appendice.

INDICE

Introduzione

Parte I – Sviluppo della radiofonia locale in Italia

Capitolo 1
La legge dell’assurdo
1.1 Un nuovo involontario assetto radiofonico
1.2 Frequenza proibita: la lunga stagione delle radio libere
1.3 Il piano che non c’è
1.4 Verso il digitale
1.5 Sintesi dei principali interventi legislativi sulla radiofonia privata 1974-2005

Capitolo 2
L’industria radiofonica locale
2.1 Un censimento impossibile
2.1.1 Audiradio
2.2 Economie e strategie di sopravvivenza
2.3 Davide vsGolia, la frequenza al più forte
2.4 Superstations

Parte II – L’informazione radiofonica locale

Capitolo 3
Informare con la radio
3.1 Il servizio pubblico
3.1.1 Quale futuro per RadioRai?
3.2 L’emittenza privata nazionale e la grande editoria
3.2.1 Gruppo Editoriale L’Espresso
3.2.2 Radio24 – Il sole 24 Ore
3.2.3 Le altre grandi
3.3 Le eccezioni
3.3.1 Radio Radicale
3.3.2 Radio Maria
3.3.3 Popolare Network

Capitolo 4
Economia dell’informazione locale
4.1 L’informazione come scelta (obbligata)
4.2 Trasmettere informazioni
4.3 Produrre informazione
4.4 Le redazioni
4.5 Gli strumenti

Capitolo 5
La dimensione intima
5.1 Tra locale, nazionale ed internazionale
5.2 Una informazione glocale?
5.3 Contenuti e formati per il glocale
5.4 Parlare più forte della frequenza
Parte III – Il futuro delle radio locali

Capitolo 6
Radio e nuove tecnologie
6.1 Vecchie e nuove tecnologie
6.2 Informatica per la radio
6.2.1 L’audio come materia prima
6.2.2 Radio automa
6.3 Internet
6.3.1 Streaming audio
6.3.2 Web radio
6.3.3 Un archivio di voci
6.4 Breve cronologia dello sviluppo tecnologico della radio

Capitolo 7
Una radio per domani
7.1 Trent’anni di radio
7.1.1 Una doppia strategia
7.2 Agonie digitali
7.3 Rete vsContenuti

Parte IV – Una radio metropolitana

Capitolo 8
Anatomia della più grande radio bolognese
8.1 Suoni e formati
8.2 Il palinsesto
8.3 La musica
8.4 L’informazione
8.4.1 L’orologio dell’informazione
8.4.2 Contenitori informazione
8.4.3 Le trasmissioni di servizio e redazionali
8.4.4 Dirette, microfoni aperti e speciali
8.5 Staff, conduttori, redazione
8.6 L’impresa economica
8.6.1 La forma cooperativa
8.6.2 Il manifesto
8.6.3 La pubblicità
8.6.4 Gli abbonamenti
8.7 Gli ascoltatori
8.7.1 Gli Abbonati
8.8 www.radiocittadelcapo.it

Parte V – Appendici

Appendice A
Analisi dei dati raccolti

Appendice B
Glossario minimo dei termini

Bibliografia

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